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lunedì 14 marzo 2016

Siamo nati per camminare... allora camminiamo

Ci si sveglia prima, ci si veste comodi e si cammina, per una settimana si va a scuola a piedi, in bici, o con i mezzi pubblici indossando strani occhiali!
E' iniziata la sesta edizione del "Siamo nati per camminare".

Un progetto di GENITORI ANTI SMOG con il patrocinio del Comune di Milano, la settimana che va dal 14 al 18 marzo 2016, 22690 bambini parteciperanno a questo gioco, volto a sperimentare come il volto della città e la qualità della nostra vita possano cambiare quando cerchiamo di muoverci senza auto e moto.

E' un gioco di squadra. Ti muovi sostenibile e la tua scuola guadagna punti.

L'iniziativa è comunicata in modo divertente e decisamente originale.

VEDIAMO COSE CHE VOI GRANDI NON POTRESTE NEMMENO IMMAGINARE

Sono infatti dei divertenti superocchiali i protagonisti di questa edizione.
I bambini vengono dotati di questi occhiali di cartone simbolo di una diversa visione del mondo rispetto a quella degli adulti.

Un modo semplice per:

VALORIZZARE lo sguardo dei bambini sulla città, scoprire come la vedono o vorrebbero vedere;

FARLI GIOCARE con una realtà "aumentata", non digitalmente ma dalla loro immaginazione;

RICORDARE A TUTTI che i bambini ci sono, sono tanti e hanno bisogno ora di una città più accogliente e sana in cui crescere...

#info:






mercoledì 24 febbraio 2016

HO SPOSATO UNA VEGANA - una storia vera, purtroppo



Mi è caduto un mito!
Sì, forse un filo esagerata come affermazione ma per me che ho sempre adorato Fausto Brizzi sia come regista che come scrittore (andate a rivedere il mio post sui romanzi "Cento giorni di felicità" e "Se mi vuoi bene") la lettura del suo ultimo libro "Ho sposato una vegana" mi ha, come dire...., lasciata senza parole.
Sia chiaro non è un giudizio su come è scritto il libro, anzi in quello Brizzi è sempre fantastico e la sua ironia è dirompente (il sottotilo infatti è: una storia vera, purtroppo), ma quello che mi ha veramente spiazzata è che Brizzi si sia innamorato della protagonista del libro!
Mi spiego.
In questo romanzo Brizzi racconta della sua storia d'amore con l'attuale moglie Claudia Zanella, dal loro primo incontro fino ai primi anni dopo il loro matrimonio, quando scoprono di aspettare una bambina.
La bellissima Claudia (e sul fatto che sia bella non c'è dubbio... forse un filo emaciata ma indubbiamente bella) viene descritta come una tiranna, prepotente, autoritaria, estremista vegana.
Cioè i fanatici vegani della peggior specie.
Tolleranza: MENO DI ZERO!
La famosa frase "l'amore è cieco" o meglio ancora "agli uomini piacciono le rompipalle" direi che riassume in poche parole il succo del libro.
Perchè ragazzi, è vero che ridurre il consumo di carne (nel caso di specie eliminare in toto) giova alla salute ma è anche vero che se la tua fidanzata che abitualmente BRUCA l'erba dal vaso del terrazzo per evitare che tagliandola si disperdano le proprietà nutritive, (cosa che peraltro dovrebbe far svanire nel giro di un click ogni e qualsivoglia libido nei suoi confronti) ti costringe a fare altrettanto e tu ne continui ad essere innamorato, vuol dire che sei come minimo masochista!

La signora Claudia arriva a dire che preferirebbe trovare Fausto a letto con una bionda che sapere che si è "scrofanato" un piatto di spaghetti cacio e pepe! 
Frase, a mio parere, che si commenta da sola...
Capisco le buone intenzioni ed i principi che muovono Claudia ma trovo che gli eccessi ed in questo caso gli estremismi siano SEMPRE sbagliati. Alle cose ci si può arrivare anche per gradi e senza umiliare e tiranneggiare gli altri.

Nel libro Fausto viene sottoposto ad una settimana di digiuno forzato, messo alla gogna quando osa  fare uno sgarro alla dieta erbivora che gli viene imposta dall'oggi al domani, costretto a mettersi una pappetta in testa (ideata da Claudia) per evitare che aumenti il diradamento dei suoi capelli - si perchè Claudia, la profonda e sensibile Caludia, lo ha già avvisato che gli uomini calvi per lei sono inaccettabili - che non solo gli macchia il cuoio capelluto e parte della fronte, costringendolo lontano dal lavoro per un paio di settimane, ma poichè l'intruglio malefico lascia un odore sgradevole di uovo marcio, Fausto viene relegato da Claudia a dormire sul divano.
Come si suol dire: LA VERA ESSENZA DELL'AMORE!
Eppure Brizzi ,non solo  la ama alla follia, ma se la sposa!!! PERCHÉ???
Ma poi, abbiamo la certezza matematica che il regime di vita imposto da Claudia sia quello giusto?
Siamo proprio sicuri che l'uomo sia erbivoro????
Io qualche riserva ce l'ho, per quanto  sia convinta che il consumo di carne debba essere drasticamente ridotto. 
L'apice del libro si raggiunge quando Claudia scopre di essere incinta ed il suo primo pensiero è trovare una pediatra vegana! La bimba, il cui nome verrà ovviamente scelto solo da Claudia, sarà cresciuta a erba, cereali, latte di soia e al massimo del pesce azzurro ogni tanto e, inutile dirlo, sarà allattata da Claudia fino ai 18 mesi...
Credetemi, io che sono mamma e amo incondizionatamente mia figlia e che trovo che il rapporto esistente tra una mamma ed il proprio bambino nel primo anno di vita sia unico e viscerale, posso dire con serenità che un bambino che già cammina, anzi che corre (a 18 mesi corrono), parla, ha i denti, gioca a palla e che però si attacca al seno della mamma per fare merenda, qualche problemino a livello psicologico ce l'avrà.
Va bhe, ma questa è psicologia spicciola. Lasciamo che sia la pediatra vegana a valutare...
Infine, un pensiero su tutti: "ma un'infanzia intera SENZA NUTELLA, non è un crimine???"
Pensaci caro Fausto...   

mercoledì 20 gennaio 2016

Te lo dico sottovoce

#spazio alla lettura

Prendete l'amore sconfinato per gli animali, aggiungete una bella dose di romanticismo, un pizzico di fortuna, un pizzico di Sfortuna, shakerate con altruismo, dedizione ed un cuore carico d'amore ed otterrete il cocktail perfetto, quello creato da Lucrezia Scali nel suo romanzo "Te lo dico sottovoce".


Foto Lucrezia Scali

Divorato in un giorno e mezzo, il libro racconta la storia di Mia, della sua seconda opportunità di essere felice. Parla di rinascita, di riscatto e di speranza ma soprattutto sono i sentimenti genuini, quelli puri e veri i reali protagonisti.


Foto di Pamela Lodolo
Mia è una veterinaria di successo, con una clinica avviata nella quale lavora con la sua migliore amica Fiamma e con Antonio.
Oltre alla cura degli animali, la clinica segue altri due progetti, il soccorso e recupero degli animali maltrattati e la pet therapy per i bambini ricoverati in ospedale. È proprio nello svolgimento di queste attività che scopriamo il cuore di Mia, un cuore grande, pieno d'amore da dare, ma anche un cuore rotto da un doloroso passato che riaffiora sempre e prepotente.

Ma si sa, non c'è niente come un nuovo amore e tanta determinazione per riuscire ad avere una seconda possibilità nella vita.
Solo che sul cammino di Mia si affacciano contemporaneamente due uomini: il bel dottor  Alberto, stimato nell'ambiente medico, di ottima famiglia, come quella da cui proviene Mia, e l'irriverente e arrogante Diego, poliziotto con cui Mia collabora per il salvataggio degli animali.


Foto di Pamela Lodolo
Si scopriranno gli altarini di entrambi e, con somma rassegnazione, Mia crederà che il suo destino sia di rimanere sola, o meglio, sola col suo cane Bubu, la sua clinica veterinaria, i bambini della pet therapy, ma senza l'amore di un uomo, quell'amore ormai perduto e che Mia crede sia impossibile ritrovare e riprovare.
Foto di Pamela Lodolo

E il principe azzurro? E la seconda chance? 
Ve lo dico sottovoce......

Sarà perché amo gli animali, sarà perché Mia è un personaggio genuino, un'eroina dei nostri tempi, sarà perché tutti vorremmo essere altruisti e donarci agli altri come lei, sarà perché le storie d'amore travagliate sono magnetiche, sarà perché è scritto così bene che ti sembra di essere parte della storia, ma quando l'ho finito ho pensato subito che sarebbe una trama perfetta per un film!

Nel prossimo post vi dirò a chi farei interpretare i vari personaggi, leggete il libro e pensateci anche voi...


 #merendinasostanziosa

giovedì 17 dicembre 2015

Pan - Viaggio sull'isola che non c'è

Le statistiche dicono che detiene il record del film con maggiori perdite economiche fra costi e incassi.... sto parlando del film distribuito dalla Warner Bros "PAN- VIAGGIO SULL'ISOLA CHE NON C'È ". 

Cosa vi devo dire...a me è piaciuto!
La favola di PETER PAN a cui siamo abituati, o almeno a cui sono abituata, è quella della Disney. 
In questo film, invece, si parla delle origini di Peter Pan, della sua vita a Londra durante la seconda guerra mondiale, abbandonato in un orfanotrofio gestito da suore crudeli, con al collo un ciondolo che raffigura il flauto di Pan.
Questa favola narra dell'arrivo di Peter sull'Isola che non c'è, a seguito del rapimento da parte del malvagio pirata Barbanera (interpretato da un irriconoscibIle Hugh Jackman tanto è il trucco...).
Conosceremo Giacomo (James) Uncino, che diventerà nel giro di poco un grande amico di Peter...
Eh sì, avete capito bene, il famoso CAPITAN UNCINO inizialmente è il compagno di avventure di Peter, si aiuteranno a vicenda per sconfiggere Barbanera!
Naturalmente la storia fa intendere che ci sarà un sequel, che mi auguro vivamente decidano di girare, nonostante il primo episodio abbia, almeno parzialmente, disatteso le aspettative in termini di incassi. 
Insomma, avremo pur diritto di sapere cosa succede tra Peter e Uncino tanto da farli diventare nemici giurati! 
Il cast del film lo definirei ECCELLENTE.
Oltre a Hugh Jackman che è sempre una garanzia, troviamo Amanda Seyfried, nel ruolo della mamma di Peter (non vi svelo altro, ma dietro a questa maternità si nasconde una storia incredibile e super romantica...), Garrett Hedlund (il Patroclo di Troy, per intenderci) nel ruolo di Giacomo Uncino, Rooney Mara, perfetta nel ruolo della principessa indiana Giglio Tigrato (tra i tanti: Millenium-uomini che odiano le donne e The Social Network) e il giovane e bellissimo Levi Miller nel ruolo di Peter .
Se vi piace il genere FANTASY, non perdetelo!

#merendinasostanziosa



martedì 17 novembre 2015

In farmacia per i BAMBINI...vai pure TU

Venerdì 20 novembre 2015 sarà la GIORNATA INTERNAZIONALE PER I DIRITTI DELL'INFANZIA E DELL'ADOLESCENZA.
La Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza compirà infatti 26 ANNI e fino ad oggi rimane il trattato sui diritti umani più ratificato della storia.

Proprio per questa giornata speciale, la Fondazione Francesca Rava - NPH Italia Onlus promuove l'iniziativa "In farmacia per i bambini" che mi ha colpita in particolare per due motivi che mi stanno molto a cuore.
Per questo ho deciso di condividerla con VOI.

Il primo: i volontari della Fondazione saranno impegnati durante questa giornata in 1100 farmacie italiane ad affiancare i farmacisti nella raccolta di farmaci e prodotti pediatrici che saranno poi destinati a Case Famiglia, Comunità per minori e Comunità mamme-figli in Italia, oltre che all'Ospedale NPH Saint Damien di Haiti.

Il secondo: La Fondazione per questa giornata dà la possibilità a tutti di diventare VOLONTARIO PER UN GIORNO all'interno delle farmacie!!

Da volontaria proprio in una Casa Famiglia, consiglio a TUTTI, ma proprio tutti, di prendersi una PAUSA dalla vita di tutti i giorni, di non pensare alla solita routine e agli impegni quotidiani che sovrastano le agende e, anche se solo per un giorno, dedicarsi totalmente a fare qualcosa di davvero utile per gli ALTRI! 

ALLA FINE, I PRIMI AD AVERNE QUALCOSA DI BELLO IN CAMBIO SARETE VOI!

#quando | venerdì 20 novembre 2015
#dove | in 1.100 farmacie italiane
#VOLONTARIO PER UN GIORNO | iscriviti qui

#merendinagenerosa



martedì 3 novembre 2015

I PEANUTS in mostra e al cinema

I PEANUTS sono tornati alla riscossa!

Il 5 novembre esce in Italia il film "Snoopy & Friends - Il film dei Peanuts" per festeggiare il 65esimo anniversario della loro nascita. 

E non è tutto qui..anzi...WOW Spazio Fumetto allestisce e ospita la mostra 
"Il fantastico mondo dei Peanuts" aperta da ottobre a gennaio 2016. 

Foto di Maya M.Q.



Foto di Maya M.Q.
Una mostra per i grandi, che ritroveranno più di 500 strisce da leggere, potranno rivedere le puntate più belle e seguiranno, oltre a un percorso cronologico, anche uno tematico dedicato appunto ai grandi "temi dei Peanuts": l'imperdibile partita a baseball, la copertina di Linus, le sedute psicoanalitiche di Lucy, e tanti altri. 

Un viaggio nella fantasia con un occhio alla realtà, grazie al contributo di importanti esperti che introdurranno ogni tema: Massimo Oriani (giornalista della Gazzetta dello Sport) per i Peanuts e lo sport, la carriera di Snoopy astronauta da Roberto Battiston (Presidente Agenzia Spaziale Italiana), Simone Rugiati svelerà la ricetta per cucinare le "toffolette". 

Foto di Maya M.Q.











Una mostra per i piccoli, che potranno esplorare il mondo dei Peanuts attraverso video, installazioni multimediali, statue e divertenti photoset, le costruzioni Lego ed entrare nella cuccia rossa di Snoopy riprodotta a grandezza naturale!
Grazie alla nostra inviata speciale Maya, appassionata di Peanuts, abbiamo intervistato uno dei curatori della mostra, Alberto Brambilla

MAYA: Iniziamo da una domanda per chi non ha ancora visto la mostra. Chi sono i Peanuts e perché si chiamano così?
ALBERTO: I Peanuts sono i bambini protagonisti delle strisce di Charles Schulz: Charlie Brown, Linus, Lucy, Sally, Piperita Patty, Snoopy... Il nome della serie  era stato imposto a Schulz dal distributore della striscia, mentre lui avrebbe preferito chiamarla "Good ol' Charlie Brown" o "Li'l Folks", titolo di una serie di vignette che realizzava da anni. Letteralmente "peanuts" sono le noccioline, ma in inglese si usa il termine per indicare gli spiccioli, la minutaglia, intendendo quindi che i bambini di Schulz fossero piccole cose. In quegli anni inoltre il programma televisivo "Howdy Doody" aveva una platea di bambini chiamata proprio Peanut Gallery, e questa è una possibile altra origine del nome.

Foto di Maya M.Q.


MAYA: Come nasce una mostra come questa? Qual è il percorso di lavoro che sta dietro? I contatti con i detentori dei diritti in Italia, il patrocinio del Charles M. Schulz Museum?
ALBERTO: La mostra nasce anni fa, in realtà, perché l'idea di dedicare una mostra ai Peanuts è precedente alla fondazione del museo nel 2011. I rapporti con i detentori dei diritti in Italia, Bic Licensing, sono ottimi da sempre e quando è stata annunciata l'uscita del film abbiamo colto l'occasione, contattando anche Fox.
A quel punto l'ultimo tassello era trovare dei disegni originali di Schulz, elemento fondamentale per una mostra nel nostro museo. Per fortuna, grazie a vari collezionisti con cui siamo in contatto e agli amici dell'Associazione Nona Arte siamo riusciti a metterne insieme una decina tra tavole, strisce, sketch e disegni pubblicitari.

MAYA: La mostra ha un’introduzione storica per concentrarsi poi sui personaggi più amati e su schede dedicate ad argomenti tematici, come i Peanuts e lo sport. Come è nato questo percorso espositivo? 
ALBERTO: Il percorso è nato interrogandoci su cosa fosse il fulcro della serie, ovvero i personaggi, il gruppo. Per questo abbiamo dedicato poco spazio al loro creatore e privilegiato i vari bambini, soprattutto raccontando i loro tormentoni, le gag, le caratteristiche che li rendono unici. Inoltre, per dare una chiave di lettura nuova, abbiamo coinvolto 11 esperti che analizzassero argomenti importanti o curiosi dei Peanuts, come la coperta di Linus, lo sport o la storia di quando Snoopy andò davvero nello spazio.
I testi nascono tenendo conto della diversità del pubblico che visita le nostre mostre, perché devono essere esaustivi e al contempo semplici e non noiosi. Nel caso di questa mostra il fumetto stesso ci è venuto in aiuto, abbiamo deciso di asciugare il più possibile le didascalie e lasciare che le strisce parlassero da sole.




Foto di Maya M.Q.
MAYA: Cosa hai scoperto lavorando alla mostra che ti ha più colpito?  
ALBERTO: La cosa che mi ha sempre colpito di Schulz, ma che ho avuto occasione di approfondire grazie alle ricerche per la mostra, è l'aderenza della sua opera con la sua vita. Schulz ha disseminato le sue strisce di tanti piccoli elementi che appartenevano a lui, come il padre barbiere di Charlie Brown o il nome del fratello di Snoopy Spike, chiamato come il suo cagnolino.
La striscia, addirittura, è finita con lui. Schulz si ritirò, malato, pochi giorni prima della sua morte. Per qualche settimana furono pubblicate delle tavole domenicali che aveva preparato in anticipo, fino al giorno della sua morte. Il giorno dopo uscì l'ultima tavola, un rimontaggio della striscia in cui salutava i suoi lettori. Da allora non sono state disegnate più nuove strisce dei Peanuts.

MAYA: Come descriveresti le strisce dei Peanuts a qualcuno che non le ha mai lette?
ALBERTO: Delle piccole perle di filosofia. I discorsi di Charlie Brown e di Linus, di Patty, di Sally sono in grado di mettere sotto una luce nuova aspetti della vita che normalmente diamo per scontati, oppure di mostrare come quelli che per noi sono grandi problemi non sono, in realtà, altro che "peanuts", piccolezze.

MAYA: Qual è la striscia dei Peanuts a cui sei più legato?
ALBERTO: Ce ne sono molte. Le strisce in cui Charlie Brown non riesce a trovare il coraggio di approcciare la ragazzina dai Capelli Rossi, che hanno accompagnato gli amori sfortunati della mia adolescenza. Oppure le (molte) sequenze in cui Charlie sbaglia qualcosa durante una partita e porta la squadra alla rovina. O ancora la serie in cui Lucy chiede agli altri bambini, con un'innocenza e una semplicità infinita, qual è secondo loro il senso della vita e loro rispondono in modi diversissimi e spesso assurdi, come potrebbero fare tutti gli adulti.
Ma più di tutte amo una tavola domenicale in cui Patty e Charlie Brown stanno discutendo sotto un albero e lui le dà una definizione bellissima definizione di cos'è la sicurezza: poter dormire sul sedile posteriore dell'auto mentre i genitori ti riportano a casa.


Foto di Maya M.Q.
#quando | dal 17 ottobre 2015 al 10 gennaio 2016
#dove | WOW Spazio Fumetto - V.le Campania, 12 - Milano
#info | www.museowow.it

#merendinagenerosa

martedì 27 ottobre 2015

BE the EFFECT, ce ne parla Monica

“Secondo l’Effetto Farfalla, il battito d’ali di una farfalla in Brasile può generare un tornado in Texas. Ciò significa che un piccolo cambiamento, avvenuto in un luogo all’interno di un sistema complesso, può produrre effetti inattesi altrove.”
Foto Be the Effect
Ho conosciuto Be the Effect grazie alla mia cara amica MANUELA che, prima di me, si è interessata al progetto e ha iniziato a raccontarmelo. Poco dopo, anch'io ne sono stata coinvolta e, insieme a me, tutte le Merendine.
Foto Pamela Lodolo
Per questo motivo oggi abbiamo deciso di dare SPAZIO alla bellissima IDEA di Monica che, intervistata da #merendinagenerosa, ci ha raccontato il suo progetto, gli aspetti più profondi e le ultime news.

MERENDINA: Raccontaci chi sei in due righe
MONICA: Mi chiamo Monica e lavoro come Freelance Designer Director a Milano. Se dovessi scegliere poche parole per definirmi direi che sono una persona puntuale, che ama lavorare ed è sempre pronta a imbarcarsi in nuove avventure. Amo il mio lavoro e credo in quello che faccio.

Foto Be the Effect

MERENDINA: Come hai deciso di intraprendere il progetto Be the Effect?
MONICA: Circa un anno fa per lavoro sono entrata in contatto con Lema J, un brand di gioielli che devolve il 100% dei profitti a Karma for Cara, un’organizzazione no-profit che promuove il volontariato giovanile, supporta la cura dei malati di leucemia e premia l’eccellenza nel mondo del volontariato. L’incontro con Karma for Cara è stato fondamentale, ho rivisto la mia scala delle priorità e ho deciso di voler fare qualcosa di utile per gli altri attraverso le mie capacità e il mio lavoro. Ho creato un progetto, Be the Effect, che ha una missione sociale importante e trasmette un messaggio positivo e di solidarietà che parte dalla realtà quotidiana delle persone e si allarga a tutti, coinvolgendo energie e impegno comuni. Il mio scopo e la mia responsabilità di designer si estendono al di là della professione che svolgo per sostenere cause a vantaggio del bene comune, in un impegno di solidarietà che sta già facendo la differenza. 
UN PASSO ALLA VOLTA. UN BATTITO ALLA VOLTA. 


Foto Be the Effect

MERENDINA: Perché hai scelto l’arancione?
MONICA: L’ARANCIONE è il colore che rappresenta la lotta contro la leucemia. 


L'ARANCIONE originale di Be the Effect
MERENDINA: Cosa è stato realizzato grazie alla vendita delle maglie Be the Effect?
MONICA: Tanto, considerando la natura homemade del progetto e il fatto che è online da pochi mesi. Be the Effect ha partecipato ad una raccolta fondi per regalare un viaggio a Disneyland a una bambina della provincia di Como che insieme alla sua famiglia sta combattendo una lotta molto dura. Sono state fate due donazioni alla Fondazione de Marchi ONLUS (maggio 2015 e Luglio 2015) di Milano e due donazioni a Karma for Cara Foundation (maggio 2015 e Luglio 2015). 

MERENDINA: Cosa ci riservi per l’inverno?
MONICA: Proprio in questi giorni ho messo online le borse, una piccola edizione limitata (solo 50pz) in tre varianti colore per accompagnarci in questo periodo. Abbiamo l'arancione, il verde petrolio (Teal) e il rosso scuro che ho pensato di chiamare Sangria. Sto lavorando a un altro prodotto per l’inverno, ma non avendo ancora in mano un prototipo preferisco tenere tutto top secret!!  



Le nuove BAG in tre COLORI - Foto Be the Effect
MERENDINA: Come possiamo aiutarti a divulgare il messaggio
MONICA: Parlando del progetto con tutti, amici, parenti, colleghi. Coinvolgendoli e spiegandogli cosa significa "Be the Butterfly Effect", che il progetto si ispira ad una teoria che magari non conoscono ma che è così vera: PIÙ SIAMO, PIÙ L'EFFETTO SARÀ AMPLIFICATO!

Foto Pamela Lodolo

Foto Pamela Lodolo




MERENDINA: Riepiloga per noi come contattarti e acquistare le magliette
MONICA: I prodotti Be the Effect si possono acquistare sul sito www.jointheeffect.com (accettiamo sia Paypal che carta di credito). 
Per qualsiasi informazione ci si può rivolgere direttamente a me: monica@jointheeffect.com.

Foto Pamela Lodolo



#merendinagenerosa