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mercoledì 3 febbraio 2016

Se " Te lo dico sottovoce " fosse un film...

Come avevo anticipato nell'ultimo post, quando ho letto 
Te lo dico sottovoce di Lucrezia Scali, ho pensato che fosse una storia perfetta per farne un film!
Ho subito iniziato ad immaginare a quali attori avrei affidato i vari ruoli. 
Mi sono concentrata sugli attori italiani e il cast del mio film lo vorrei così:

MIA: Isabella Ragonese
FIAMMA: Carolina Crescentini
ALBERTO: Alessandro Preziosi
DIEGO: Luca Argentero
ANTONIO: Giampaolo Morelli
MADRE DI MIA: Anna Galiena
PADRE DI MIA: Giancarlo Giannini
SORELLA DI MIA: Cristiana Capotondi


A mio modesto parere questo cast è perfetto!


A questo punto inviterei i nostri lettori a dire la loro.
Condividete le mie scelte? Sostituireste qualcuno dei miei attori?
Dai scatenate la fantasia e SPAZIO ALLE IDEE!!

#merendinasostanziosa









martedì 26 gennaio 2016

50 gocce di Lexotan

Mi è sembrato di capire che da ieri Mr. Grey è single?
Dopo anni di autocensura ho visto "50 sfumature di grigio", ero prevenuta, conoscevo la trama, avevo letto svariati commenti e un centinaio di parodie, ma nessuno mi aveva veramente preparato a come sta Mr.Grey in jeans.
Sono una merendina di quarant'anni e se avessi saputo che vestendomi da sfigata avrei rimorchiato Mr.Grey, mi sarei certamente evitata anni di shopping e centinaia di chilometri su tacco 12.

La sorpresa è che vestendomi da figa, mangiando pane e acqua e camminando su trampoli da circo, ho avuto la fortuna di incontrare solo uomini che se ne guardavano bene dal frustarmi, ma anche dal messaggiarmi mille volte al giorno, regalarmi un Mac nuovo per chattare, farmi trovare una macchina fiammante in strada, venirmi a prendere in un locale di notte rivestendomi da testa a piedi, portarmi in attici da 50.000 mq. con pianoforte a coda, cacciare la madre a pedate per stare con me, farmi il bagno, fare sorprese ogni dieci minuti, farmi passare a prendere al lavoro e lasciarmi dormire sola in un letto a due piazze...

Va decisamente rivalutato il concetto di sculacciata!

Però l'uomo dei desideri per i miei gusti vola troppo e non intendo "in alto", intendo troppo in aereo, perchè in fondo passino le frustate, passino le cinghie, passino le corde, passino tutti gli strumenti di tortura, ma la vera tortura è dover fare ogni giorno ore di aereo, di elicottero, di deltaplano, di aliplano, avendo a disposizione 50 macchine con altrettanti autisti, io quel contratto non avrei mai potuto firmarlo perché alla pagina 4 della riga 12 del capitolo 8 del comma 3 dove viene chiaramente indicato che la "sottomessa" non può assumere droghe, avrei dovuto implorare la clausola: io non mi drogo ma tu non farmi più volare, altrimenti mi servono necessariamente 50 gocce di Lexotan per stare con te!



















L'unico momento dove ho riconosciuto le 50 sfumature di grigio è nel cassetto delle cravatte di Mr.Grey, per il resto ho notato una sola nota di colore, per nulla sfumata fatta di un trentenne veramente figo, pieno di soldi, con tante passioni, un indescrivibile numero di patenti, un inarrivabile attico, con un incontenibile desiderio di sesso che cercava di far firmare un contratto legalmente "invalido" a una ragazza che ha deciso di buttare via lo stage più interessante della sua carriera.

Allego il mio CV per Mr.Grey ... LIBERA SUBITO #merendinacreativa

giovedì 17 dicembre 2015

Pan - Viaggio sull'isola che non c'è

Le statistiche dicono che detiene il record del film con maggiori perdite economiche fra costi e incassi.... sto parlando del film distribuito dalla Warner Bros "PAN- VIAGGIO SULL'ISOLA CHE NON C'È ". 

Cosa vi devo dire...a me è piaciuto!
La favola di PETER PAN a cui siamo abituati, o almeno a cui sono abituata, è quella della Disney. 
In questo film, invece, si parla delle origini di Peter Pan, della sua vita a Londra durante la seconda guerra mondiale, abbandonato in un orfanotrofio gestito da suore crudeli, con al collo un ciondolo che raffigura il flauto di Pan.
Questa favola narra dell'arrivo di Peter sull'Isola che non c'è, a seguito del rapimento da parte del malvagio pirata Barbanera (interpretato da un irriconoscibIle Hugh Jackman tanto è il trucco...).
Conosceremo Giacomo (James) Uncino, che diventerà nel giro di poco un grande amico di Peter...
Eh sì, avete capito bene, il famoso CAPITAN UNCINO inizialmente è il compagno di avventure di Peter, si aiuteranno a vicenda per sconfiggere Barbanera!
Naturalmente la storia fa intendere che ci sarà un sequel, che mi auguro vivamente decidano di girare, nonostante il primo episodio abbia, almeno parzialmente, disatteso le aspettative in termini di incassi. 
Insomma, avremo pur diritto di sapere cosa succede tra Peter e Uncino tanto da farli diventare nemici giurati! 
Il cast del film lo definirei ECCELLENTE.
Oltre a Hugh Jackman che è sempre una garanzia, troviamo Amanda Seyfried, nel ruolo della mamma di Peter (non vi svelo altro, ma dietro a questa maternità si nasconde una storia incredibile e super romantica...), Garrett Hedlund (il Patroclo di Troy, per intenderci) nel ruolo di Giacomo Uncino, Rooney Mara, perfetta nel ruolo della principessa indiana Giglio Tigrato (tra i tanti: Millenium-uomini che odiano le donne e The Social Network) e il giovane e bellissimo Levi Miller nel ruolo di Peter .
Se vi piace il genere FANTASY, non perdetelo!

#merendinasostanziosa



giovedì 19 novembre 2015

Disegnare un FILM, sceneggiare un SOGNO

Ci sono progetti che richiedono tempo e passione. Soprattutto quando alle spalle non hanno case di produzione, editori e forze pubblicitarie oscure. 

Uno di questi è “Subito dopo il tramonto, un attimo prima dell’alba”, film indipendente di un caro amico che per 5 anni ha progettato, scritto, disegnato e soprattutto sognato.



Un film che parla di un mondo contemporaneo attraversato dalla Crisi e che va verso un’autoannientamento. Eppure un mondo che ha ancora le carte per cambiare rotta, rialzarsi e riprovarci di nuovo.

La STORIA la prendiamo dal suo ISSUU:



L’IDEA è quella di realizzare un film indipendente pensato per soli 
canali digitali: PC, tablet e smartphone e se ci sarà un pizzico di fortuna anche per le smart TV.
Dopo 5 anni di tentativi e qualche interessamento da parte di blog e del Milano Film Festival, prova una carta inedita
mette in VENDITA la propria sceneggiatura e tutto il libro di regia completo di storyboard e spunti creativi. 

La PROMESSA è questa: comprate una copia e contribuite al tentativo di mandare sul set il nuovo cinema indipendente italiano.

E NOI, ci proviamo con lui.



























In bocca al lupo, EUGENIO

#infowww.subitodopoiltramonto.it
#fbSubito dopo il tramonto, un attimo prima dell'alba

#ACQUISTA SUBITO LA SCENEGGIATURA SU LULU.COM
Support independent publishing: Buy this e-book on Lulu.



mercoledì 4 novembre 2015

Io che amo solo te

Otto anni dopo "Ho voglia di te" il sequel di "Tre metri sopra il cielo", Riccardo Scamarcio e Laura Chiatti tornano sul grande schermo nel film "Io che amo solo te" tratto dall'omonimo libro di Luca Bianchini.
Ancora una volta belli come il sole, sono i co-protagonisti di una grande storia d'amore.

Ninella e Don Mimì, rispettivamente madre di Chiara (Chiatti) e padre di Damiano (Scamarcio) sono infatti i veri protagonisti di questo libro-film che, sebbene ruoti intorno e narri del matrimonio di Chiara e Damiano, in realtà descrive la storia d'amore dei loro genitori, promessi sposi quando erano ragazzi, ma che il destino, complice un po' di codardia, ha voluto separare.

Foto di Pamela Lodolo

La storia si svolge in un arco temporale di tre giorni, dal venerdì, giorno della vigilia delle nozze, alla domenica.
Il matrimonio di Chiara e Damiano diventa un vero e proprio evento in quel di Polignano a Mare. Lei la più bella del paese, lui il più ricco, figli di un amore incompiuto, sono certamente motivo di grande attenzione e chiacchiere per gli abitanti del paesino pugliese.
Naturalmente ne succederanno di tutti i colori: da sospetti tradimenti, al coming - out del fratello dello sposo... SPASSOSISSIMO!
Personalmente ho trovato il film brillante e divertente,  Michele Placido e Maria Pia Calzone  magistrali nei ruoli di Don Mimì e Ninella, Luciana Littizzetto perfetta nell'interpretare la petulante zia trasferita al nord ed infine Riccardo Scamarcio e Laura Chiatti molto autentici nei loro ruoli.
Certo nel film non si è potuto dare rilievo a tutti quei personaggi che rendono il libro esilarante come: Vito Photographer, Pascal il truccatore più richiesto di Bari, Giancarlo Showman, Nancy, sorella di Chiara, aspirante cantante, ossessionata dalla sua verginità e dal suo peso, la signora Labbate, vicina di casa di Ninella e regina del Gossip del paese....
In ogni caso il film ha un buon ritmo e di sorrisi ne strappa parecchi, facendoti anche venire la voglia di prenotare le prossime vacanze a Polignano a Mare!   


Una commedia dolce-amara dove Damiano e Chiara scopriranno solo dopo le nozze di amarsi veramente e, a differenza dei loro genitori, di voler lottare per salvaguardare il loro amore.

Foto di Pamela Lodolo



































Il libro è ASSOLUTAMENTE DA LEGGERE, unitamente al sequel "La cena di Natale", in cui Bianchini ci regala l'evolversi e l'avvicendarsi delle vite di tutti i personaggi ai quali ci si è inevitabilmente affezionati dopo la lettura del primo libro.
Per quanto riguarda il film cosa vi posso dire... Se avete già visto e apprezzato Riccardo Scamarcio  in Le Mine Vaganti, aggiungeteci Laura Chiatti come sua sposa, la  storia d'amore tra Michele Placido e Maria Pia Calzone, un matrimonio a dir poco faraonico, che a confronto quello tra Kate Middleton ed il Principe William è stato  "easy", il tutto incorniciato da uno degli angoli più magici della Puglia, la risposta vien da sè...    
Buona visione!

martedì 3 novembre 2015

I PEANUTS in mostra e al cinema

I PEANUTS sono tornati alla riscossa!

Il 5 novembre esce in Italia il film "Snoopy & Friends - Il film dei Peanuts" per festeggiare il 65esimo anniversario della loro nascita. 

E non è tutto qui..anzi...WOW Spazio Fumetto allestisce e ospita la mostra 
"Il fantastico mondo dei Peanuts" aperta da ottobre a gennaio 2016. 

Foto di Maya M.Q.



Foto di Maya M.Q.
Una mostra per i grandi, che ritroveranno più di 500 strisce da leggere, potranno rivedere le puntate più belle e seguiranno, oltre a un percorso cronologico, anche uno tematico dedicato appunto ai grandi "temi dei Peanuts": l'imperdibile partita a baseball, la copertina di Linus, le sedute psicoanalitiche di Lucy, e tanti altri. 

Un viaggio nella fantasia con un occhio alla realtà, grazie al contributo di importanti esperti che introdurranno ogni tema: Massimo Oriani (giornalista della Gazzetta dello Sport) per i Peanuts e lo sport, la carriera di Snoopy astronauta da Roberto Battiston (Presidente Agenzia Spaziale Italiana), Simone Rugiati svelerà la ricetta per cucinare le "toffolette". 

Foto di Maya M.Q.











Una mostra per i piccoli, che potranno esplorare il mondo dei Peanuts attraverso video, installazioni multimediali, statue e divertenti photoset, le costruzioni Lego ed entrare nella cuccia rossa di Snoopy riprodotta a grandezza naturale!
Grazie alla nostra inviata speciale Maya, appassionata di Peanuts, abbiamo intervistato uno dei curatori della mostra, Alberto Brambilla

MAYA: Iniziamo da una domanda per chi non ha ancora visto la mostra. Chi sono i Peanuts e perché si chiamano così?
ALBERTO: I Peanuts sono i bambini protagonisti delle strisce di Charles Schulz: Charlie Brown, Linus, Lucy, Sally, Piperita Patty, Snoopy... Il nome della serie  era stato imposto a Schulz dal distributore della striscia, mentre lui avrebbe preferito chiamarla "Good ol' Charlie Brown" o "Li'l Folks", titolo di una serie di vignette che realizzava da anni. Letteralmente "peanuts" sono le noccioline, ma in inglese si usa il termine per indicare gli spiccioli, la minutaglia, intendendo quindi che i bambini di Schulz fossero piccole cose. In quegli anni inoltre il programma televisivo "Howdy Doody" aveva una platea di bambini chiamata proprio Peanut Gallery, e questa è una possibile altra origine del nome.

Foto di Maya M.Q.


MAYA: Come nasce una mostra come questa? Qual è il percorso di lavoro che sta dietro? I contatti con i detentori dei diritti in Italia, il patrocinio del Charles M. Schulz Museum?
ALBERTO: La mostra nasce anni fa, in realtà, perché l'idea di dedicare una mostra ai Peanuts è precedente alla fondazione del museo nel 2011. I rapporti con i detentori dei diritti in Italia, Bic Licensing, sono ottimi da sempre e quando è stata annunciata l'uscita del film abbiamo colto l'occasione, contattando anche Fox.
A quel punto l'ultimo tassello era trovare dei disegni originali di Schulz, elemento fondamentale per una mostra nel nostro museo. Per fortuna, grazie a vari collezionisti con cui siamo in contatto e agli amici dell'Associazione Nona Arte siamo riusciti a metterne insieme una decina tra tavole, strisce, sketch e disegni pubblicitari.

MAYA: La mostra ha un’introduzione storica per concentrarsi poi sui personaggi più amati e su schede dedicate ad argomenti tematici, come i Peanuts e lo sport. Come è nato questo percorso espositivo? 
ALBERTOIl percorso è nato interrogandoci su cosa fosse il fulcro della serie, ovvero i personaggi, il gruppo. Per questo abbiamo dedicato poco spazio al loro creatore e privilegiato i vari bambini, soprattutto raccontando i loro tormentoni, le gag, le caratteristiche che li rendono unici. Inoltre, per dare una chiave di lettura nuova, abbiamo coinvolto 11 esperti che analizzassero argomenti importanti o curiosi dei Peanuts, come la coperta di Linus, lo sport o la storia di quando Snoopy andò davvero nello spazio.
I testi nascono tenendo conto della diversità del pubblico che visita le nostre mostre, perché devono essere esaustivi e al contempo semplici e non noiosi. Nel caso di questa mostra il fumetto stesso ci è venuto in aiuto, abbiamo deciso di asciugare il più possibile le didascalie e lasciare che le strisce parlassero da sole.




Foto di Maya M.Q.
MAYA: Cosa hai scoperto lavorando alla mostra che ti ha più colpito?  
ALBERTO: La cosa che mi ha sempre colpito di Schulz, ma che ho avuto occasione di approfondire grazie alle ricerche per la mostra, è l'aderenza della sua opera con la sua vita. Schulz ha disseminato le sue strisce di tanti piccoli elementi che appartenevano a lui, come il padre barbiere di Charlie Brown o il nome del fratello di Snoopy Spike, chiamato come il suo cagnolino.
La striscia, addirittura, è finita con lui. Schulz si ritirò, malato, pochi giorni prima della sua morte. Per qualche settimana furono pubblicate delle tavole domenicali che aveva preparato in anticipo, fino al giorno della sua morte. Il giorno dopo uscì l'ultima tavola, un rimontaggio della striscia in cui salutava i suoi lettori. Da allora non sono state disegnate più nuove strisce dei Peanuts.

MAYA: Come descriveresti le strisce dei Peanuts a qualcuno che non le ha mai lette?
ALBERTO: Delle piccole perle di filosofia. I discorsi di Charlie Brown e di Linus, di Patty, di Sally sono in grado di mettere sotto una luce nuova aspetti della vita che normalmente diamo per scontati, oppure di mostrare come quelli che per noi sono grandi problemi non sono, in realtà, altro che "peanuts", piccolezze.

MAYA: Qual è la striscia dei Peanuts a cui sei più legato?
ALBERTO: Ce ne sono molte. Le strisce in cui Charlie Brown non riesce a trovare il coraggio di approcciare la ragazzina dai Capelli Rossi, che hanno accompagnato gli amori sfortunati della mia adolescenza. Oppure le (molte) sequenze in cui Charlie sbaglia qualcosa durante una partita e porta la squadra alla rovina. O ancora la serie in cui Lucy chiede agli altri bambini, con un'innocenza e una semplicità infinita, qual è secondo loro il senso della vita e loro rispondono in modi diversissimi e spesso assurdi, come potrebbero fare tutti gli adulti.
Ma più di tutte amo una tavola domenicale in cui Patty e Charlie Brown stanno discutendo sotto un albero e lui le dà una definizione bellissima definizione di cos'è la sicurezza: poter dormire sul sedile posteriore dell'auto mentre i genitori ti riportano a casa.


Foto di Maya M.Q.
#quando | dal 17 ottobre 2015 al 10 gennaio 2016
#dove | WOW Spazio Fumetto - V.le Campania, 12 - Milano
#info www.museowow.it

#merendinagenerosa

mercoledì 21 ottobre 2015

SOLO LUI POTEVA INTERPRETARLO | The Martian

Un gioco che faccio spesso con i miei amici, in particolare con Andrea, è quello di associare ai personaggi dei libri appena letti gli attori del cinema... 
Venerdì ho visto "The Martian" , film tratto dall'omonimo bestseller di Andy Weir , con la regia di Ridley Scott, protagonista Matt Damon, ed ho subito pensato: 
SOLO LUI POTEVA INTERPRETARE MARK WATNEY! 
Avevo letto il libro la scorsa primavera, su consiglio di mio nipote Giacomo e su insistenza di mio marito che, conoscendo la mia passione per la fantascienza, mi aveva assicurato che mi sarebbe piaciuto. Ed infatti.... L'HO DIVORATO!!!
1a EDIZIONE "L'UOMO DI MARTE" e RIEDIZIONE "SOPRAVVISSUTO THE MARTIAN"

Siamo nel 2035, quarta missione umana su Marte, l'equipaggio di Ares 4 ha il compito di prelevare campioni di roccia marziana quando, colti da un'improvvisa tempesta, la NASA ordina di abortire la missione e fare ritorno sulla Terra, ma mentre si stanno dirigendo al MAV, il veicolo spaziale che deve condurre i 6 membri dell'equipaggio su HERMES, l'astronave che deve riportarli verso casa, Mark Watney viene colpito da un'antenna sradicata dalle raffiche di vento che gli perfora la tuta spaziale ed il fianco. 

La tuta perde pressurizzazione e questo è l'ultimo dato su Mark Watney che viene registrato dalle attrezzature di bordo. Dopo un'inutile disperata ricerca del compagno, il capitano Lewis, convinta che Watney sia morto a causa della lacerazione della tuta spaziale, dà l'ordine di ripartire. Mark però non è morto...  il sangue coagulato uscito dalla ferita nel fianco, complice la bassa temperatura di Marte,  ha fatto da tappo bloccando la totale fuoriuscita di ossigeno dalla tuta spaziale. Mark riesce a tornare all' HAB e da lì inizia la sua avventura marziana. Ha provviste per circa 300 giorni, ma deve riuscire a sopravvivere 4 anni, quando cioè è programmata la prossima spedizione su Marte, senza poter comunicare con la Terra (le antenne sono state sradicate dalla tempesta, vi ricordate?) e su un pianeta a dir poco ostile...
Ed infatti, l'incipit del libro è "Sono spacciato di brutto." Ma nonostante la situazione sia alquanto drammatica Andy Weir ha dotato Watney di un'incredibile ironia e, naturalmente, di un'intelligenza sopraffina, doti che oltre a aiutarlo a risolvere ed affrontare le mille insidie e prove a cui deve sottoporsi, rendono il libro molto scorrevole ed appassionante e soprattutto mai lento, caratteristica che temevo, ahimè, sarebbe emersa nel film.


E invece no!
Ho trovato il film molto molto fedele al libro e Matt Damon è perfetto! Spavaldo ed intelligente alla Will Hunting - genio ribelle, ma con una acquisita maturità che lo rende un eccezionale Robinson Crusoe dello Spazio.
Da vedere, ma prima di tutto DA LEGGERE!

Ma anche qualora non doveste resistere a vedere il film, non fermatevi alla sola visione, perché questo è uno di quei casi in cui anche dopo il film vale veramente la pena leggere il libro, non vi potrà annoiare. Garantito!










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#merendinasostanziosa