lunedì 9 novembre 2015

Sirenetta si nasce! Merendine si diventa!

Scialalalalalalaalal coraggio BACIALA!
Chi di voi nn ha pensato dai forza baciala! è lei, forzaaaaaa! 



Chi non ha amato Sebastian alla follia e detestato Ursula




Avevamo appena 5 anni....noi Merendine UNDER...quando al cinema uscì La Sirenetta!! Oggi compie 25 anni!!! E per noi rimane uno dei cartoni più belli di sempre...il vero primo della Walt Disney!

Ma soprattutto chi di voi non si è sentita almeno una volta una SIRENETTA?!

















#merendinagenerosa & #merendinaclassica

SCATTA la storia - SPAZIO alla FOTOGRAFA

Foto Pietro Caspani





























Argentina, 2008 - Terra del Fuoco Patagonia.
La storia di un viaggio che mi ha cambiato la vita, la storia della nascita di un'amicizia, la storia dell'inizio di una passione.

Chiara: Sai a breve andrò in Argentina dai miei zii per completare la tesi
Silvia: Che bello! Vengo anche io!
Chiara: Certo! Vieni!

Ecco #merendinaclassica oggi vi presenta Chiara, imprevedibile e generosa fotografa!
La sua passione nasce proprio dal nostro viaggio in Argentina, un po' insegnando a me le basi della fotografia, un po' affascinata da quei paesaggi fantastici.


Foto Pietro Caspani

























Cosa dirvi diamo SPAZIO alle iniziative nate dal CUORE.
E per lei è così, se vi raccontassi che lavoro fa Chiara... non ve lo immaginereste mai, volete saperlo? La rappresentate di oggetti sacri! 


Foto Chiara Chizzini Photography

Eppure il suo vero lavoro è osservare il mondo attraverso un obiettivo e imprimerlo in quell'attimo esatto.

Foto Chiara Chizzini Photography












Chiara sta cercando di percorre il suo SOGNO, un cammino ILLUMINATO (si potrebbe dire, nel vero senso della parola...)


Foto Chiara Chizzini Photography








Scherzi a parte! 
Le Merendine amano dare SPAZIO ai sogni, ma anche all'ARTE e alla SENSIBILITÀ, proprio per questo un giorno #merendinacreativa mi ha chiesto di fare un breve post su Chiara e se me lo chiede lei... come dire di NO.

Foto Pietro Caspani


























Ora potrei RACCONTARVI un sacco di aneddoti su Chiara, su come sia maldestra, su come ama ballare lo swing o di quando ha partecipato al Reality Show per fotografi "Scattostorie".


 Foto Chiara Chizzini Photography

 Penso, però che la cosa migliore, sia lasciar      parlare i suoi scatti che dicono più di  mille parole.



"Imparare a vedere, 
è il tirocinio più lungo in tutte le arti"
Edmond De Goncourt





 Come contattare Chiara?
 #Sito web  Chiara Chizzini Photography






P.S. Voglio condividere con voi una delle foto che mi ha fatto Chiara che più mi EMOZIONA
#merendinaclassica

Foto Chiara Chizzini Photography

 Qualche fotografia ancora...
Foto Chiara Chizzini Photography





























Foto Chiara Chizzini Photography
Foto Chiara Chizzini Photography

Foto Chiara Chizzini Photography

venerdì 6 novembre 2015

Paradigma Causa-Effetto - #iononhoparole

#spazio alla lettura

#merendinaclassica alle prese con: il paradigma causa-effetto

Chi è questo paradigma causa-effetto? Di quale fenomeno stiamo parlando?

Fenomeni sempre presi a caso, ma reali... parliamo quindi oggi dell’uomo per cui a ogni causa segue un effetto; bianco o nero, le sfumature sono per gli eccentrici. 

Per giungere ai fatti mi sembra opportuno discutere quanto meno delle caratteristiche basilari che gli appartengono: solitamente di piacevole aspetto, semplice nel modo di porsi, vi affascinerà per la sua sicurezza, spavalderia e, perché no, un senso non originale, ma gradevole d’umorismo tanto quanto basta per farvi sorridere e convincersi di avervi conquistato. 

In realtà quest’uomo ci conquista molto facilmente, proprio perché è in grado di sedurci con le giuste armi, anche se abbastanza inconsapevolmente, la semplicità della sua iniziativa e il suo modo di porsi ci faranno pensare al corteggiamento ormai in disusoCerto non ci aprirà la porta del ristorante, ma per lo meno non fuggirà davanti alla disponibilità femminile. 

È qui che cadiamo, irrimediabilmente, in errore perché per quanto si apprezzino in lui queste caratteristiche, esse rappresentano anche le sue debolezze. Quest’uomo ha una forte fiducia in se stesso, adora parlare di sé anche se mai in maniera approfondita, affronta argomenti non troppo complessi. 

La storia, ad ogni modo, potrà appagarvi in un primo tempo: desiderose di compagnia e di qualcuno con cui condividere piacevoli momenti, non pretenderete molto da quest’uomo, disposte a vivere una semplice avventura priva di strascichi sentimentali o quant’altro. Detto ciò, questa sorta di patto tacito e condiviso, non indica certo che l’uomo-paradigma possa prendersi tutte le libertà del caso, mancando di rispetto soprattutto alla donna con cui si relaziona. 

Ciò che si instaura con lui è più un’amicizia a sfondo sessuale priva di qualsiasi legame solido e profondo, in cui la sincerità (in teoria), ma soprattutto il rispetto sono gli unici due elementi in gioco. Ebbene anche per una relazione semplice e povera come questa non mancano i colpi di scena. 

Analizziamo insieme i diversi step:

1) Atto di estrema sincerità
Può capitare, infatti, che il nostro paradigma dopo una notte trascorsa insieme, vi riveli che ha un debole per una vostra amica e l’intenzione di corteggiarla, non solo, che vi chieda il permesso di farlo! Seppur il vostro rapporto non si traduce in termini di fedeltà né di esclusività, un minimo di contegno sarebbe apprezzato. Perché scegliere un’amica, quando il mondo è pieno di sconosciute donne? Quale passaggio della forte amicizia tra donne, non è chiaro agli uomini? Se l’amicizia è vera e profonda l’uomo perderà sempre, viceversa avrà una tenue possibilità di riuscita, ma a che prezzo e con quale responsabilità!



2) Conseguenze dell'atto di estrema sincerità 
Nel primo caso, l’uomo non riuscirà nemmeno a farsi valere con l’ipotetica ragazza desiderata, la quale lo considererà un “ebete subnormale” solo per aver ferito la sua amica, non solo, perderà ogni possibilità con la sua amicizia esclusiva che non vorrà avere più niente a che fare con lui. 

Nel secondo caso, l’uomo avrà la responsabilità di quanto avvenuto con conseguente prezzo da scontare: non più un’amicizia sessuale, ma un’intensa storia d’amore...

La semplicità dell’uomo paradigma si rivela dunque un’arma a doppio taglio che si palesa in differenti e convulsi atteggiamenti:

L'approccio adolescenziale
Può infatti accadere che il paradigma si avvalga di questo approccio, con l’intento di sedurvi e attrarvi nella sua rete, inconsapevole dell’offesa intellettuale recatavi. Un esempio di tale corteggiamento può essere ricondotto alle frasi rivolte verso la donna da conquistare. Citazioni, neanche troppo ardue, insomma quelle che una volta, da adolescenti, si scrivevano sulla Smemoranda, ma che cadono in disuso nel mondo degli adulti. Asserzioni prive di senso, del tipo: “Mentre farò pausa caffè penserò a te”, cosa priva di romanticismo alcuno e del tutto poco confortante. 
Certo, forse questo non determinerà la vostra decisione di abbandonare questa categoria, ma diverrà un elemento in più da sommare agli altri.
Nonostante tutto, preso atto e consapevoli dei rischi, si può instaurare un relazione fisica quanto meno appagante… Ebbene, attenzione a ciò che incontrate perché purtroppo non tutti gli uomini-paradigma ricoprono esattamente e perfettamente il ruolo di amanti impeccabili. 

La spavalderia ostentata nel mondo quotidiano, sembrerà abbandonarli nell’intimità ed ecco che potrà capitare quanto mai auspicato: l’incapacità nell’utilizzo di una protezione semplice e sicura. 
Le cause molteplici: dal non aver mai fatto uso di una protezione, al preferire rimedi differenti. 
Difficile da credere: la semplicità nell’utilizzare in senso pratico una protezione (più facile da realizzarsi che la costruzione delle sorprese dell’ovetto Kinder) e la stupidità del non utilizzo…

È pur vero che molto spesso desideriamo una semplice amicizia fisica, ma essendo donne anche da essa pretendiamo un minimo coinvolgimento sessuale/intellettuale che ci può essere dato solo se conosciamo l’altra persona e non ci limitiamo a scegliere un paradigma a caso. 

Quello che ci potrà offrire questa categoria sarà un momento di distrazione, ma ben presto tutto ciò che ci ha attirato svanirà e resterà solo una parvenza di ricordo, poco nitida, dai contorni sfuocati che sparirà dalla nostra più remota memoria


#merendinaclassica

giovedì 5 novembre 2015

[NEVER GIVE UP] LETTERA all'amica di una vita

Chiudo gli occhi e cerco di ricordarmi il tuo viso, le tue mani, le tue gambe, il tuo profumo, la tua bocca, i tuoi capelli e fatico a credere quanto sia facile dimenticare delle figure e quanto sia impossibile invece dimenticare le anime.
Vedo sfuocato con gli occhi ma sento caldo al cuore.
Ho scritto su una lavagna questo pezzo che mi hai lasciato in eredità, lo leggo nei momenti felici e in quelli difficili, lo leggo piangendo e ridendo, lo leggo anche se lo so a memoria, ma leggerlo mi fa visualizzare il tuo dito che me lo scrive in WhatsApp.


Ti devo raccontare tante cose di questo anno passato senza di te, un anno di me e delle AMICHE DI UNA VITA.
E' certo che non ci accontentiamo mai, il tuo è stato un insegnamento ma sarei falsa se ti dicessi che non ci siamo mai incagliate contro un iceberg.
Però una cosa va detta, non ci siamo mai separate, non abbiamo mai lasciato che la tristezza ci spezzasse non ci siamo arrese e abbiamo combattuto, in poche parole [NEVER GIVE UP]
Certo inutile dirti che sia io che la Lalli un po' di dieta l'abbiamo fatta, si lo ammettiamo per perdere quei 5kg che però stai tranquilla non siamo mai riusciti a perdere perchè era più forte la voglia di uscire a bere vino e mangiare pasta... io però di finire la scuola non ci ho mai pensato minimamente, mentre la Ele è seriamente intenzionata a diventare psicologa praticante, ma va perdonata perchè non lo fa per insoddisfazione ma per completezza.
Leo è nato, si è aggrappato alla vita e ci sorride... sempre.
Ora c'è un'altra cosa che devi sapere la Marastoni si è sposata, tranquilla con Marco, e ci ha riunite tutte in un prato, in un soleggiato giorno di settembre dove le abbiamo ripetuto i principi che ci hai insegnato... respirare la vita.
Lei ha pianto tutto il tempo ma non per la commozione delle nostre parole, per gli ormoni della gravidanza... dimenticavo è incinta. L'ennesima ragazza si unirà a noi.
Ora dobbiamo anche ammettere di aver desiderato tutte di cambiare lavoro, licenziarci e andare in pensione, due di noi però lo hanno fatto davvero.
La Conni è stata finalmente liberata, le hanno tolto le catene e ora, pensa, non solo la pagano regolarmente ma vince anche premi come migliore venditrice, la Raffi invece ha deciso, anche grazie a te che la vita è troppo breve per essere vissuta tra pezzi di cadavere e Agrate Brianza, quindi si è presa qualche mese di libertà prenotandosi un tour del mondo, passando da città della perdizione a paesi di culto estremo...lei oggi, mangia, prega e ama. Si ama hai letto bene, ama il giovane Enri.
Sulla riga riguardante l'aspettare il venerdì ti devo deludere... siamo tutte ancora convinte che il lunedì sia uno schifo e il venerdì sia il giorno della rinascita, soprattutto per la tua amica Laura che, dal ponte dei morti al disgelo delle ultime nevi si è sparata tutti i fine settimana in montagna diventando ai nostri occhi la donna più sportiva d'Italia (era già sulla buona strada con la palestra) e vincendo il premo costanza, tenacia e pazienza per aver accompagnato tutto l'inverno Sofia a sciare.
Sul punto nuova casa è meglio stendere un velo pietoso perchè è un tema che quest'anno ha toccato un po' tutti, chi l'ha comprata, chi la vuole vendere e chi come me non smetterà mai di fermarsi.
Anche sulle stagioni mi tocca deluderti, ci conosci e tranne Laura che vuole sciare, tutte noi altre aspettiamo l'estate dal secondo dopo in cui inizia l'autunno, del resto siamo tutte più fighe abbronzate.
La Ele e la Lalli hanno festeggiato 40 anni e per prenderti in parola sul fatto che la vita non è una meta ma un viaggio, settimana prossima ce ne andiamo a Siviglia.
Nelle foto mancherai tu, ma del resto di solito manco io, dato che nessuno mi fotografa mai.
Amica della vita, saresti comunque fiera di noi, abbiamo fatto qualche pasticcio ma in fondo:
abbiamo cambiato lavori, fatto figli, fatto sesso, bevuto vino, cambiato case, amato molto, riso, pianto, ballato, lavorato, fatto feste, viaggiato, ci siamo sposate e fidanzate, ma soprattutto non ci siamo mai lasciati.
Finalmente ho capito però che questi ostacoli sono la mia vita.


#merendinacreativa

mercoledì 4 novembre 2015

Io che amo solo te

Otto anni dopo "Ho voglia di te" il sequel di "Tre metri sopra il cielo", Riccardo Scamarcio e Laura Chiatti tornano sul grande schermo nel film "Io che amo solo te" tratto dall'omonimo libro di Luca Bianchini.
Ancora una volta belli come il sole, sono i co-protagonisti di una grande storia d'amore.

Ninella e Don Mimì, rispettivamente madre di Chiara (Chiatti) e padre di Damiano (Scamarcio) sono infatti i veri protagonisti di questo libro-film che, sebbene ruoti intorno e narri del matrimonio di Chiara e Damiano, in realtà descrive la storia d'amore dei loro genitori, promessi sposi quando erano ragazzi, ma che il destino, complice un po' di codardia, ha voluto separare.

Foto di Pamela Lodolo

La storia si svolge in un arco temporale di tre giorni, dal venerdì, giorno della vigilia delle nozze, alla domenica.
Il matrimonio di Chiara e Damiano diventa un vero e proprio evento in quel di Polignano a Mare. Lei la più bella del paese, lui il più ricco, figli di un amore incompiuto, sono certamente motivo di grande attenzione e chiacchiere per gli abitanti del paesino pugliese.
Naturalmente ne succederanno di tutti i colori: da sospetti tradimenti, al coming - out del fratello dello sposo... SPASSOSISSIMO!
Personalmente ho trovato il film brillante e divertente,  Michele Placido e Maria Pia Calzone  magistrali nei ruoli di Don Mimì e Ninella, Luciana Littizzetto perfetta nell'interpretare la petulante zia trasferita al nord ed infine Riccardo Scamarcio e Laura Chiatti molto autentici nei loro ruoli.
Certo nel film non si è potuto dare rilievo a tutti quei personaggi che rendono il libro esilarante come: Vito Photographer, Pascal il truccatore più richiesto di Bari, Giancarlo Showman, Nancy, sorella di Chiara, aspirante cantante, ossessionata dalla sua verginità e dal suo peso, la signora Labbate, vicina di casa di Ninella e regina del Gossip del paese....
In ogni caso il film ha un buon ritmo e di sorrisi ne strappa parecchi, facendoti anche venire la voglia di prenotare le prossime vacanze a Polignano a Mare!   


Una commedia dolce-amara dove Damiano e Chiara scopriranno solo dopo le nozze di amarsi veramente e, a differenza dei loro genitori, di voler lottare per salvaguardare il loro amore.

Foto di Pamela Lodolo



































Il libro è ASSOLUTAMENTE DA LEGGERE, unitamente al sequel "La cena di Natale", in cui Bianchini ci regala l'evolversi e l'avvicendarsi delle vite di tutti i personaggi ai quali ci si è inevitabilmente affezionati dopo la lettura del primo libro.
Per quanto riguarda il film cosa vi posso dire... Se avete già visto e apprezzato Riccardo Scamarcio  in Le Mine Vaganti, aggiungeteci Laura Chiatti come sua sposa, la  storia d'amore tra Michele Placido e Maria Pia Calzone, un matrimonio a dir poco faraonico, che a confronto quello tra Kate Middleton ed il Principe William è stato  "easy", il tutto incorniciato da uno degli angoli più magici della Puglia, la risposta vien da sè...    
Buona visione!

martedì 3 novembre 2015

I PEANUTS in mostra e al cinema

I PEANUTS sono tornati alla riscossa!

Il 5 novembre esce in Italia il film "Snoopy & Friends - Il film dei Peanuts" per festeggiare il 65esimo anniversario della loro nascita. 

E non è tutto qui..anzi...WOW Spazio Fumetto allestisce e ospita la mostra 
"Il fantastico mondo dei Peanuts" aperta da ottobre a gennaio 2016. 

Foto di Maya M.Q.



Foto di Maya M.Q.
Una mostra per i grandi, che ritroveranno più di 500 strisce da leggere, potranno rivedere le puntate più belle e seguiranno, oltre a un percorso cronologico, anche uno tematico dedicato appunto ai grandi "temi dei Peanuts": l'imperdibile partita a baseball, la copertina di Linus, le sedute psicoanalitiche di Lucy, e tanti altri. 

Un viaggio nella fantasia con un occhio alla realtà, grazie al contributo di importanti esperti che introdurranno ogni tema: Massimo Oriani (giornalista della Gazzetta dello Sport) per i Peanuts e lo sport, la carriera di Snoopy astronauta da Roberto Battiston (Presidente Agenzia Spaziale Italiana), Simone Rugiati svelerà la ricetta per cucinare le "toffolette". 

Foto di Maya M.Q.











Una mostra per i piccoli, che potranno esplorare il mondo dei Peanuts attraverso video, installazioni multimediali, statue e divertenti photoset, le costruzioni Lego ed entrare nella cuccia rossa di Snoopy riprodotta a grandezza naturale!
Grazie alla nostra inviata speciale Maya, appassionata di Peanuts, abbiamo intervistato uno dei curatori della mostra, Alberto Brambilla

MAYA: Iniziamo da una domanda per chi non ha ancora visto la mostra. Chi sono i Peanuts e perché si chiamano così?
ALBERTO: I Peanuts sono i bambini protagonisti delle strisce di Charles Schulz: Charlie Brown, Linus, Lucy, Sally, Piperita Patty, Snoopy... Il nome della serie  era stato imposto a Schulz dal distributore della striscia, mentre lui avrebbe preferito chiamarla "Good ol' Charlie Brown" o "Li'l Folks", titolo di una serie di vignette che realizzava da anni. Letteralmente "peanuts" sono le noccioline, ma in inglese si usa il termine per indicare gli spiccioli, la minutaglia, intendendo quindi che i bambini di Schulz fossero piccole cose. In quegli anni inoltre il programma televisivo "Howdy Doody" aveva una platea di bambini chiamata proprio Peanut Gallery, e questa è una possibile altra origine del nome.

Foto di Maya M.Q.


MAYA: Come nasce una mostra come questa? Qual è il percorso di lavoro che sta dietro? I contatti con i detentori dei diritti in Italia, il patrocinio del Charles M. Schulz Museum?
ALBERTO: La mostra nasce anni fa, in realtà, perché l'idea di dedicare una mostra ai Peanuts è precedente alla fondazione del museo nel 2011. I rapporti con i detentori dei diritti in Italia, Bic Licensing, sono ottimi da sempre e quando è stata annunciata l'uscita del film abbiamo colto l'occasione, contattando anche Fox.
A quel punto l'ultimo tassello era trovare dei disegni originali di Schulz, elemento fondamentale per una mostra nel nostro museo. Per fortuna, grazie a vari collezionisti con cui siamo in contatto e agli amici dell'Associazione Nona Arte siamo riusciti a metterne insieme una decina tra tavole, strisce, sketch e disegni pubblicitari.

MAYA: La mostra ha un’introduzione storica per concentrarsi poi sui personaggi più amati e su schede dedicate ad argomenti tematici, come i Peanuts e lo sport. Come è nato questo percorso espositivo? 
ALBERTOIl percorso è nato interrogandoci su cosa fosse il fulcro della serie, ovvero i personaggi, il gruppo. Per questo abbiamo dedicato poco spazio al loro creatore e privilegiato i vari bambini, soprattutto raccontando i loro tormentoni, le gag, le caratteristiche che li rendono unici. Inoltre, per dare una chiave di lettura nuova, abbiamo coinvolto 11 esperti che analizzassero argomenti importanti o curiosi dei Peanuts, come la coperta di Linus, lo sport o la storia di quando Snoopy andò davvero nello spazio.
I testi nascono tenendo conto della diversità del pubblico che visita le nostre mostre, perché devono essere esaustivi e al contempo semplici e non noiosi. Nel caso di questa mostra il fumetto stesso ci è venuto in aiuto, abbiamo deciso di asciugare il più possibile le didascalie e lasciare che le strisce parlassero da sole.




Foto di Maya M.Q.
MAYA: Cosa hai scoperto lavorando alla mostra che ti ha più colpito?  
ALBERTO: La cosa che mi ha sempre colpito di Schulz, ma che ho avuto occasione di approfondire grazie alle ricerche per la mostra, è l'aderenza della sua opera con la sua vita. Schulz ha disseminato le sue strisce di tanti piccoli elementi che appartenevano a lui, come il padre barbiere di Charlie Brown o il nome del fratello di Snoopy Spike, chiamato come il suo cagnolino.
La striscia, addirittura, è finita con lui. Schulz si ritirò, malato, pochi giorni prima della sua morte. Per qualche settimana furono pubblicate delle tavole domenicali che aveva preparato in anticipo, fino al giorno della sua morte. Il giorno dopo uscì l'ultima tavola, un rimontaggio della striscia in cui salutava i suoi lettori. Da allora non sono state disegnate più nuove strisce dei Peanuts.

MAYA: Come descriveresti le strisce dei Peanuts a qualcuno che non le ha mai lette?
ALBERTO: Delle piccole perle di filosofia. I discorsi di Charlie Brown e di Linus, di Patty, di Sally sono in grado di mettere sotto una luce nuova aspetti della vita che normalmente diamo per scontati, oppure di mostrare come quelli che per noi sono grandi problemi non sono, in realtà, altro che "peanuts", piccolezze.

MAYA: Qual è la striscia dei Peanuts a cui sei più legato?
ALBERTO: Ce ne sono molte. Le strisce in cui Charlie Brown non riesce a trovare il coraggio di approcciare la ragazzina dai Capelli Rossi, che hanno accompagnato gli amori sfortunati della mia adolescenza. Oppure le (molte) sequenze in cui Charlie sbaglia qualcosa durante una partita e porta la squadra alla rovina. O ancora la serie in cui Lucy chiede agli altri bambini, con un'innocenza e una semplicità infinita, qual è secondo loro il senso della vita e loro rispondono in modi diversissimi e spesso assurdi, come potrebbero fare tutti gli adulti.
Ma più di tutte amo una tavola domenicale in cui Patty e Charlie Brown stanno discutendo sotto un albero e lui le dà una definizione bellissima definizione di cos'è la sicurezza: poter dormire sul sedile posteriore dell'auto mentre i genitori ti riportano a casa.


Foto di Maya M.Q.
#quando | dal 17 ottobre 2015 al 10 gennaio 2016
#dove | WOW Spazio Fumetto - V.le Campania, 12 - Milano
#info www.museowow.it

#merendinagenerosa

lunedì 2 novembre 2015

da un'IDEA nasce uno SPAZIO - La Factory Milano

#merendinaclassica oggi vi racconta di due ragazzi, un sogno e tanto coraggio.

Barbara e Andrea sono miei amici da sempre.
Lei compagna di MERENDE e lavoratrice nella moda. Lui amico da tempo e scenografo.

Un giorno in giro per la nostra Milano, ci fermiamo in un caffè. Chiacchieriamo come sempre di tutto, a un certo punto, Babi mi racconta di quell’IDEA che le gira in testa… desidera lasciare il mondo della moda per intraprendere il suo sogno, quel sogno che poi diverrà anche di Andrea.

Correva l’anno 2011 e La Factory Milano creava il suo SPAZIO a Milano.
Un negozio di 20 mq ma carico di sogni, IDEE, progetti e aspettative. 
Un sogno che inizia in salita, un progetto ambizioso per un momento in cui la Crisi è sempre più presente e i commercianti subiscono sempre di più la sofferenza del Paese.

Ma Babi e Andre vogliono farcela, e si ritagliano il loro SPAZIO ai lati di Corso Buenos Aires, in Viale Vittorio Veneto e iniziano la loro avventura…
Andre e Babi - La Factory Milano

Babi disegna le magliette, Andre cura l’immagine del negozio. Sperimentano collezioni e idee di nuovi artisti emergenti. Il taglio del negozio è chiaro: T-shirt donna/uomo e accessori. I principi sono saldi: nessuna speculazione sui prezzi

La Factory Milano

Inizia così il loro sogno: 20 mq, 2 ragazzi, tanti amici intorno… questo fa sì che a oggi 2015, La Factory Milano è un negozio a tutti gli effetti e Babi e Andre tengono prima di tutto alla CURA del cliente! Non è solo un negozio, è una Famiglia.

Insieme a Babi - La Factory Milano

Vi ho raccontato di loro perché molto spesso, soprattutto nella nostra generazione, siamo come bloccati dalla realtà che ci circonda, pensiamo che i nostri sogni tanto, non si realizzeranno mai e finiamo per non provarci neanche.
Come dico sempre a Babi e Andre, loro hanno avuto il coraggio di tentare e già solo questo conta come vittoria

Il sogno si è realizzato e se volete potete passare a constatarlo con i vostri occhi!

#dove| Viale Vittorio Veneto, 20
#info | FB: https://www.facebook.com/lafactorymilano/timeline
                Email: lafactorymilano@gmail.com 
                Whatsapp: 348 0164242
                Tel: 02 3966 3286

#merendinaclassica
La Factory Milano


La Factory Milano