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lunedì 2 novembre 2015

da un'IDEA nasce uno SPAZIO - La Factory Milano

#merendinaclassica oggi vi racconta di due ragazzi, un sogno e tanto coraggio.

Barbara e Andrea sono miei amici da sempre.
Lei compagna di MERENDE e lavoratrice nella moda. Lui amico da tempo e scenografo.

Un giorno in giro per la nostra Milano, ci fermiamo in un caffè. Chiacchieriamo come sempre di tutto, a un certo punto, Babi mi racconta di quell’IDEA che le gira in testa… desidera lasciare il mondo della moda per intraprendere il suo sogno, quel sogno che poi diverrà anche di Andrea.

Correva l’anno 2011 e La Factory Milano creava il suo SPAZIO a Milano.
Un negozio di 20 mq ma carico di sogni, IDEE, progetti e aspettative. 
Un sogno che inizia in salita, un progetto ambizioso per un momento in cui la Crisi è sempre più presente e i commercianti subiscono sempre di più la sofferenza del Paese.

Ma Babi e Andre vogliono farcela, e si ritagliano il loro SPAZIO ai lati di Corso Buenos Aires, in Viale Vittorio Veneto e iniziano la loro avventura…
Andre e Babi - La Factory Milano

Babi disegna le magliette, Andre cura l’immagine del negozio. Sperimentano collezioni e idee di nuovi artisti emergenti. Il taglio del negozio è chiaro: T-shirt donna/uomo e accessori. I principi sono saldi: nessuna speculazione sui prezzi

La Factory Milano

Inizia così il loro sogno: 20 mq, 2 ragazzi, tanti amici intorno… questo fa sì che a oggi 2015, La Factory Milano è un negozio a tutti gli effetti e Babi e Andre tengono prima di tutto alla CURA del cliente! Non è solo un negozio, è una Famiglia.

Insieme a Babi - La Factory Milano

Vi ho raccontato di loro perché molto spesso, soprattutto nella nostra generazione, siamo come bloccati dalla realtà che ci circonda, pensiamo che i nostri sogni tanto, non si realizzeranno mai e finiamo per non provarci neanche.
Come dico sempre a Babi e Andre, loro hanno avuto il coraggio di tentare e già solo questo conta come vittoria

Il sogno si è realizzato e se volete potete passare a constatarlo con i vostri occhi!

#dove| Viale Vittorio Veneto, 20
#info | FB: https://www.facebook.com/lafactorymilano/timeline
                Email: lafactorymilano@gmail.com 
                Whatsapp: 348 0164242
                Tel: 02 3966 3286

#merendinaclassica
La Factory Milano


La Factory Milano

mercoledì 28 ottobre 2015

IL NEGOZIO DI CHIACCHIERE

#spazio alla lettura

Il negozio di chiacchiere di Massimiliano è il luogo comune e centrale dei due romanzi di Fausto Brizzi: CENTO GIORNI DI FELICITA' e SE MI VUOI BENE.



"M'infilai in un vicolo dietro piazza Venezia e mi fermai incuriosito davanti a un negozietto con una strana insegna dipinta a mano, come quelle di una volta: CHIACCHIERE". 



... ... ... quello non era un vero negozio. Era un posto speciale". (da SE MI VUOI BENE).
Sì, un posto veramente unico, di fatto la casa di Massimiliano, un poliziotto in pensione che ha deciso di aprire a tutti la sua piccola dimora al pian terreno ed accogliere chiunque avesse bisogno di compagnia.


Qui capita per caso Lucio il protagonista di CENTO GIORNI DI FELICITA'.
Perchè cento giorni? Perchè sono i giorni che i medici ritengono Lucio abbia ancora a disposizione. Nel primo capitolo del libro Lucio descrive i tre giorni più importanti della sua vita: quello in cui è stato concepito, quello in cui ha chiesto a Paola di sposarlo e quello in cui è morto. "Questa è la storia di come ho vissuto gli ultimi cento giorni della mia permanenza sul pianeta Terra in compagnia dell'amico Fritz. E di come, contro ogni previsione e logica, siano stati i giorni più felici della mia vita."
L'amico Fritz è il brutto male che ha colpito Lucio e sì, l'argomento è certamente drammatico, ma Lucio questi cento giorni se li vive alla grande, con le persone che ama e con un grande obiettivo: farsi perdonare da Paola per uno stupido tradimento che ha incrinato rovinosamente il loro rapporto.
E' una lettura triste? NO! anche se qualche lacrima la si versa. Il libro è ironico, semplice, a tratti amaro ma dove emergono chiari i valori importanti: la famiglia - Lucio ha due figli meravigliosi, Lorenzo e Eva, ai quali vuole lasciare il miglior ricordo possibile-  e l'amicizia, sia quella di vecchia data con Umberto, Corrado e Oscar, il suo mitico suocero pasticcere e fornitore ufficiale di ciambelle fritte, che quella nata da poco con Massimiliano, per l'appunto, e Giannandrea, un habituè del negozio di chiacchiere.
Proprio questi ultimi due personaggi li ritroviamo in SE MI VUOI BENE.
Si puo' dire infatti che il libro entra nel vivo nel momento in cui Diego, il protagonista, mette piede nel negozio di chiacchiere di Massimiliano.
Fino a quel momento abbiamo conosciuto Diego, avvocato di discreto successo, separato con due figli, fortemente DEPRESSO. Questo suo stato d'animo arriva all'apice perchè le persone alle quali chiede aiuto quando comincia a stare male, le persone, quindi, alle quali vuole bene e che sono a lui più care, sottovalutano il suo malessere lasciandolo solo.
La svolta a questo suo status, anzi a questo suo male di vivere, gliela dà proprio Massimiliano quando gli dice "La cosa difficile non è voler bene a qualcuno, ma fargli del bene. C'è una sottile ma fondamentale differenza". In altre parole, i tuoi amici ti hanno lasciato solo, non hanno capito, ma tu, alle persone a cui vuoi bene, hai veramente mai fatto del bene?? Diego si illumina! Decide, con l'aiuto dei suoi nuovi amici, di adoperarsi veramente per i suoi cari, cercando, spesso goffamente, di risolvere i loro problemi o superare le loro paure.
Sarà un susseguirsi di gaffe, di rocamboleschi scivoloni e di errori che mettono anche a rischio un'amicizia a lui carissima.
Si risolverà tutto? Ci sarà il lieto fine?
Posso dirvi che l'ho letto col sorriso.
Anche con questo libro Brizzi ha dato SPAZIO all'ironia ed alla simpatia dei personaggi ai quali inevitabilmente ci sentiamo legati e accomunati. Scorrevole e simpatico.
DA LEGGERE IN SEQUENZA, perchè troverete che ci sono altri dettagli e personaggi che accomunano le due storie.


#merendinasostanziosa
 

martedì 26 marzo 2013

Lo SPAZIO che realizza i SOGNI

Lo regali a tuo figlio per il compleanno sapendo che per un bambino è un sogno che diventa realtà!
...quando arrivi davanti a quel castello scopri che il sogno era tuo e il bambino sei tu!

Parigi la città dell'amore, dell'arte, del cinema, del cibo, del formaggio ... di Minnie e Topolino... di Pippo, Pluto e le principesse, di fiabe, colori, musiche e magia...

Cresciuti tutti e 3 con lo stesso sogno abbiamo passato i nostri 3 giorni immersi nell'atmosfera di Disneyland.
Al rientro le sue parole sono state... io questa emozione NON me la dimenticherò MAI...
Grazie Mamma e Papà!















mercoledì 9 maggio 2012

Spazio tra NOI | storia di una MAMMA

Il racconto di un lungo SPAZIO d'attesa per dare al mondo l'IDEA che mi ha cambiato per sempre la vita.

Tutto parte da due sorrisi che si incontrano, si corteggiano, si divertono, si innamorano e decidono con tutta calma di SPOSARSI.
Giovane, spensierata e finalmente SPOSATA, decido di mettere al mondo un figlio e dedico almeno 2 mesi della mia vita programmando e progettando il mese ideale per evitare la pancia ad agosto, per non partorire con il freddo, per collegare ferie, maternità e permessi, prendo informazioni su tutto quello che può succedere in gravidanza, inizio a consumare scatole di folina per evitare le malformazioni ma soprattutto comincio a notare che la mia città, Milano è popolata SOLO di mamme...

Dal giorno in cui ho iniziato a PROGRAMMARLO ho pensato ad almeno 100 diversi nomi, ho ipotizzato 1000 somiglianze, gli ho immaginariamente modificato il sesso per ben 10 volte, ho cercato di inserirlo in 12 stagioni e ho recuperato informazioni su tutti gli ospedali e su tutte le strutture di supporto alle mamme... una sola cosa mi ero scordata di fare, chiedermi come mai non stesse arrivando!

Il cervello programmava, il cuore se ne innamorava e il corpo... se ne fotteva!

Il vero problema è che quando il cuore e il cervello si alleano, il corpo viene automaticamente invaso da un senso di solitudine e di inadeguatezza.

Si riparte a programmare... visite, interventi, diagnosi, cure, ricerche e magicamente non si pensa più a come sarà lui o lei ma SE sarà mai un lui o una lei!
La prospettiva si modifica, si alterno i pensieri e si rivalutano i programmi iniziali.

Lo SPAZIO si allunga, si allarga e comincia a diventare INFINITO.

Nella lunga strada si incrociano ostacoli e si ripercorrono più volte le stesse vie, si attendono risposte, si fortifica l'amore di chi ti è vicino, si riconoscono le vere amicizie, si vive l'affetto delle persone, aumentano le paure, si scoprono nuove emozioni, si scovano risorse, si riattivano stati d'animo, si CONGELANO attimi che si trasformeranno in ETERNITA'... 
Fin che un giorno arriva una telefonata.

In una mattina che ricordo come ricordo quello che sto facendo in questo istante, vivo tutta una serie di messaggi palesi e uno assolutamente irrazionale ma che è quello che mi fa capire che sono INCINTA.





Da quella telefonato smetto di PROGRAMMARE e vivo solo quello che mi arriva da dentro, ora lo SPAZIO tra noi si sta accorciando e quello che fino ad ora era solo un'IDEA diventerà MATTEO
e da quel momento 2+2 fa 3
2

2




3
SPAZIO tra NOI di attesa, di sentimento, di fatica, di pianificazione, di pianto, di gioia, di dolore, di sorrisi, d'amicizia, di stanchezza, di sconforto, di progetti, di cambiamenti, di decisioni, di sorprese, di coincidenze, di certezze, di crescita ... e la nascita di un'IDEA che ogni mattina svegliandosi al mio fianco mi ha cambiato la vita.

Cercare la FORZA per dare SPAZIO a una vita è stata la scelta più faticosa affrontata fino ad oggi... e d'ora in poi è tutto in SALITA (cit. di telefonata storica a Laura)

BUONA FESTA della MAMMA


Ringrazio il cuore di mio marito, dei miei genitori, dei miei suoceri, dei miei cognati, di Laura che mi ha aperto la strada e di Sandra che mi ha dato la mano per percorrerla, di Ela che mi ha "curata", di tutte le amiche che mi sono state vicine, di tutti i loro mariti e fidanzati e ultimo ma non ultimo del centro Humanitas che grazie alla ricerca, alla medicina e ai medici è stato capace di darmi ciò che ho.